Ho legato molto con l’universo femminile fin da piccolo; ho sempre trovato una sorta di completamento nell'universo femminile per cui da una parte non ne ho potuto mai fare a meno e dall’altra ho avuto l’immenso piacere di vedere le donne aprirsi con me, come non avrebbero fatto con la loro migliore amica. L'essere un sensibile e attento ascoltatore non incline al giudizio mi ha dato la possibilità di vivere l’universo femminile dall’interno pur conoscendo bene, ovviamente, quello maschile. Ho goduto da sempre della stima e dell'affetto dell'universo femminile che ha trovato in me un maschio rispettoso, affettuoso e consapevole. Vivendo i mondi maschile femminile dall’interno, ho potuto notare come il “sociale” distorca il rapporto tra i due mondi.
Una ventina d'anni fa ho cominciato a scrivere un libro dal titolo provvisorio “Amore: viaggio attraverso gli egoismi delle brave persone”. Il lavoro nacque come un trattato d’introspezione psicologica volto ad analizzare i rapporti tra i sessi. Un'analisi, fatta sulla base di esperienze dirette e indirette, delle sofferenze e delle insoddisfazioni dell'umana esistenza, calata in un contesto culturale che sembra volergli togliere il piacere di amare.
Vari studi filosofici mi hanno portato a trovare delle grosse lacune ed incongruenze nel rapporto tra i filosofi e le donne. Grandi filosofi di fronte ad un innamoramento hanno reagito con un’infantilità che mi ha lasciato perplesso. Nel contempo l’osservazione dell’interpretazione sociale dei sentimenti mi è sembrata quantomeno distorta. Per questi motivi ho deciso di tentare di sviscerare alcune tematiche facendo tesoro più delle esperienze "sul campo" che della cultura sull’argomento.
Sono convinto che conoscere e capire certe dinamiche porti a essere più saggi e, se è vero che la saggezza è un tramite per la felicità, anche più felici. Quantomeno dovrebbe risultare più facile, ad esempio, evitare di voler male a qualcuno per “amore” (Non è un controsenso).
Non è che la consapevolezza di certi argomenti possa portare ad avere relazioni più stabili e durature, anzi, potrebbe abbreviarle, ma è certo che nel momento in cui si conoscono le leggi che governano un sistema ci si può muovere meglio all’interno dello stesso, essendo preparati a subire le conseguenze delle nostre scelte: "Sulle vette è più caldo di quanto non si immagini nelle valli"... scriveva Nietzsche. “
Il lavoro aveva inizialmente un piglio filosofico deciso e non avevo intenzione alcuna intenzione di pubblicarlo. Nello scrivere e riscrivere questo libro senza mai riuscire a finirlo ho avuto l'occasione di ragionare su quanto la tristissima debolezza di base del maschio e un sistema basato sostanzialmente su quello che decidono gli "uomini di religione" (guardacaso uomini storicamente “conniventi” con i “potenti”), finisce inesorabilmente per essere il responsabile primo del disastro relazionale uomo-donna.
Nel frattempo mi trovavo tanto spesso con diverse mie amiche a ripetere alcuni concetti che ho deciso che sarebbe stato utile cercare di divulgarli il più possibile nell’ambito dell’universo femminile e da questa decisione è nato il sito che stai leggendo.
Sia chiaro che non ce l’ho con “l’uomo” in quanto tale, ce l’ho con la situazione di cui l’uomo è storicamente responsabile. Il “motore primo” della sviluppo di questo lavoro nacque da una discussione con alcune amiche sul significato del termine “femmina” che per me ha sempre avuto una connotazione oltremodo positiva. Purtroppo consultando il vocabolario Zingarelli della lingua italiana mi trovai di fronte ai seguenti significati di “femmina”:
Significato A. (1) Persona, animale che concepisce, (2) spregiativo di "donna" (????) (3) Persona debole,timida e vile. (???) (4) Moglie. (5) Omissis
Significato B (Nota bene "B" !!! ) (1) Donna fisicamente dotata e desiderabile. (2) Omissis
-Leggendo i significati di "maschio" sono ovviamente tutti positivi.
Questo sarebbe un vocabolario?!?! Ma chi ha permesso che venissero scritte queste cose?
Ma tu sei "debole, timida e vile" perché sei una femmina? Perché i maschi non sono deboli, timidi e vili???
Tu ti senti "moglie" perché non sei maschio? Il fatto che "femmina" sia spregiativo di "donna" significa che la donna come si deve è maschio?!?!?
La cosa che più mi dispiace è che molte donne si sentono veramente offese quando le chiami femmine, si sentono offese perché mentre le guardi come "donna desiderabile" loro pensano a "persona timida ecc.". Perché non essere orgogliose della vostra femminilità che il "maschio" disprezza nel vocabolario ma di cui non può fare a meno?
Da allevatore di animali per hobby e buon conoscitore di persone io riscriverei polemicamente il significato di "maschio" così:
-maschio
Significato A. (1) Sesso dell'animale che è così stupido da non essere in grado di convivere pacificamente con i suoi simili. (2) Sesso dell'animale che usa violenza con i suoi simili pur di possedere una femmina. (3) Sesso dell'animale che, dopo essersi riprodotto, spesso mangia o uccide i suoi figli. (4) Detto di persona che passa la vita cercando di poter possedere una femmina ma nel suo vocabolario la disprezza. (5) Colui che dopo aver scritto sul vocabolario che la femmina è "debole, timida e vile" diventa esattamente così non appena ne incontra una che gli piace.
Significato "B". (1) Detto di colui che per "sentirsi politicamente corretto" deve essere rissoso, attaccabrighe, e raccontare un mucchio di balle per sentirsi importante. (2) L'essere che, dopo aver usato il termine femmina come denigratorio, se non riesce a possederne una la paga. (3) Colui che dopo aver ottenuto che la femmina si concedesse a lui (magari pagando) la chiama troia (prostituta) in senso spregiativo. (N.B. Paga per possedere colei che disprezza)
Sono volutamente polemico in quanto, in buona realtà, nella nostra uguaglianza abbiamo dei limiti distinti ma ugualmente fastidiosi entrambi. Purtroppo questi sono, di fatto, un ulteriore danno dei vari condizionamenti sociali.
Naturalmente disquisendo su maschio e femmina facciamo unicamente riferimento alla caratteristica sessuale dell'individuo. “Femmina “ è il più bel modo in cui potrei chiamare una donna non per svilire ma per esaltare la sua natura. La “donna” lava i piatti, cucina, cura la casa, sta a casa con i bambini, è “brava”…. Tutte cose che la società maschilista ha imposto al genere femminile privando in molti casi le donne della loro femminilità, per assegnare loro carichi e responsabilità. La dimostrazione della stupidità dell’uomo medio sta nel fatto che dopo aver operato questi condizionamenti è sempre a caccia delle femmine e solo di quelle s’innamora. Del resto non è forse “il maschio” inteso sempre nella sua componente positiva che vi fa’ smuovere gli ormoni? Cosa c'è di più bello di risvegliare nell'altro sesso certi "istinti animali" nel loro significato più bello?
"Femmina" non è un modo di sminuire la donna ma esattamente il contrario… esaltare la sua caratteristica più bella. Diffidate dell’uomo che non vi apprezzi come femmine perché è quello che vi vede solo come buone mogli.
Arrivato a 40 anni e con una vita passata in mezzo alla gente osservando con attenzione e amore l’incedere dello sviluppo delle persone, mi sto rendendo sempre più conto che le ragazze finiscono con l’età a trasformarsi in “fattrici”, piuttosto che in lavapiatti o stiracamicie, dimenticandosi di quanto era bello e di quante soddisfazioni traevano dall’essere femmine". Vedo il mondo femminile che , con il passare del tempo, rinuncia in nome di una non meglio definita “sistemazione” al piacere di essere femmina. Rinuncia a piacere e a piacersi per poi vedere il loro uomo sciogliersi davanti alla TV guardando qualche deficiente che magari non sa stirare o cucinare ma di cui lo scemo di turno si innamorerebbe in cinque secondi se solo la incontrasse per la strada. La tristezza di vedere quelle splendide ragazze che crescendo si trascurano immolando la loro femminilità sull’altare di quel concetto di "famiglia" che la società le ha piantato nel cervello fin da piccola. Il tutto per il piacere di qualche "marito" che altro non fa che sperare di incontrare qualche femmina per averla come amante. Voglio che tu rivendichi il tuo ruolo di “amante” prima che di “stiratrice”.
Grande è la mia tristezza nell’osservare questa mandria di mariti medi che prima si sposano, poi passano la vita a caccia dell’amante perché la moglie non li soddisfa o è diventata una botte. Se questi poveretti si fossero preoccupati di dare importanza alla femmina che c’era nella loro donna, procurandole la soddisfazione di lottare ogni giorno per mantenerla e coltivarla probabilmente oggi non sarebbero attaccati alla tv a guardare le loro partite piuttosto che le “donne nude”.
Sto chiaramente facendo riferimento alla media... non sono tutti così !!! :))))
Dopo lo shock della lettura del vocabolario che, di fatto, dava ragione alle mie amiche decisi di “dichiarare guerra” alle stronzate lette. Decisi di riscrivere il libro in modo più semplice, integrandolo con tutte le osservazioni che potevano servire alle donne a capire meglio l’uomo e individuare tutte le forme di condizionamento sociale. Il libro segue il filone dello sviluppo dei rapporti tra universo maschile e femminile partendo dall’analisi degli approcci tra i più giovani passando da matrimonio e divorzio per arrivare alla situazione della single contemporanea.
Va da se che la prima parte contiene osservazioni apprezzabili dalle più giovani, la seconda parte dalle meno giovani. Ovviamente cambierà anche il “tono” , all’inizio un po’ più “leggero”, alla fine un po’ più impegnato. In vari momenti ho approfondito alcuni argomenti sui quali ho notato una certa attenzione da parte del mondo femminile.
Ho cercato di rappresentare più fedelmente possibile il panorama maschile differenziando molto chiaramente il pensiero della media degli uomini dal mio. Ho cercato di mantenere una posizione sincera ed equilibrata nella trattazione dei diversi argomenti anche se talvolta mi sono un po’ lasciato andare. Intendevo rivedere i momenti un po’ più “rabbiosi” ma rileggendoli mi sono trovato così d’accordo nell’incazzarmi che ho deciso di lasciarli così: Purtroppo ho parecchi difetti anch’io. J
Trattandosi di una panoramica su tanti e diversi argomenti che toccano molte scienze chiedo anticipatamente scusa alle specialiste dei vari settori per le tremende generalizzazioni e pesanti semplificazioni a cui sono dovuto ricorrere. Ho ovviamente rischiato di banalizzare alcuni argomenti sacrificandoli sull’altare della diffusione. Ho cercato, comunque, di non “metterla giù troppo dura” approfittando, di quando in quando, delle occasioni per farsi una risata.
Toccheremo argomenti politici e religiosi piuttosto pruriginosi e molto ideologizzati; non sforzarti di capire da che “parte” stia io perchè non sto da nessuna parte, sono ateo e aideologico, cerco di pensare con la mia testa.
Se durante la lettura non ti incazzerai almeno una volta significa che ho fatto un pessimo lavoro. Vado a “tagliare con l’accetta” tanti di quei concetti che talvolta t'incazzerai con me perché mi sarò spiegato male e talvolta ti incazzerai con me perché mi sarò spiegato bene J A prescindere dalle incazzature seguiamo l’insegnamento di Socrate e non curiamoci se il filosofo sia buono o cattivo ma se la sua filosofia sia buona o cattiva. J
“Andiamo ad incominciare” con l’impegno di non entrare nella caverna di Platone inseguendo constantemente l’ “illuminazione” (stai tranquilla nessuno diventerà un tubo al neon J).
Ci sei? J Bene! Inghiotti la “pillola rossa” (rif. Film Matrix) e buona lettura ! J
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